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I COMPORTAMENTI DELLA SALUTE
14/05/2015

I COMPORTAMENTI DELLA SALUTE
 

Nei secoli scorsi le malattie trasmissibili  come la peste, la sifilide o la tubercolesi hanno provocato vere e proprie epidemie causando un ingente numero di morti in tutta Europa .

Nel XX° secolo, con il bombardamento nucleare di Hiroshima e Nagasaki e lo sterminio della seconda guerra mondiale  è stata la mano dell’uomo a seminare morti e distruzione.

Nel XXI secolo  circa 2/ 3 dei decessi della popolazione occidentale , sono da attribuire in modo diretto o indiretto alla epidemia dell’obesità e delle malattie dello stile di vita, strettamente legate ai comportamenti non salutari della opulenta  vita occidentale.

Infatti , secondo i dati riportati nel periodo 2011-13 dalle Agenzie alimentari delle Nazioni Unite(FAO), a fronte di 842 milioni di persone che risultano sottoalimentate , con una mortalità annua per denutrizione di  36 milioni di persone,  più di 1 miliardo di persone sono in sovrappeso con oltre 29 milioni di persone ogni anno muoiono per malattie legate all’eccesso di cibo.                                                                     

Il progresso industriale e tecnologico degli ultimi cinquanta anni ha portato  un netto miglioramento  delle condizioni socio-economiche delle popolazioni occidentali e dei paesi in via di sviluppo, con degli effetti collaterali tangibili sulle nostre abitudini di vita quotidiana. I ritmi frenetici della  vita moderna hanno sottratto sempre più tempo e spazio da dedicare all’alimentazione e all’attività motoria . La progressiva e generalizzata riduzione dell’ attività fisica in  ambito lavorativo e voluttuario ha contribuito a determinare , assieme alla iperalimentazione , un bilancio energetico positivo , responsabile della pandemia dell’ obesità e delle malattie del benessere in occidente e nei paesi emergenti.

La maggior parte delle suddette malattie originano dalla interazione multipla e complessa tra fattori non modificabili (età , sesso , storia familiare , storia personale) e fattori modificabili (fumo , fattori dietetici , stile di vita sedentario , eccesso di alcol , uso improprio di sostanze , stress).  I fattori di rischio  , prevalentemente implicati nello sviluppo delle malattie dello stile di vita  , sono direttamente collegati  a una indiscutibile responsabilità personale, caratterizzata da comportamenti individuali non salutari, con l’attenuante di un marcato condizionamento ambientale in cui si vive e si lavora che favorisce l’iperalimentazione , la sedentarietà e lo stress. Correggere i principali fattori di rischio  consente a ognuno di noi di attuare una solida  prevenzione tesa a preservare lo stato di salute e una efficace cura della malattia in atto  con un deciso  miglioramento della  qualità di vita attuale  e, perché no, regalarci qualche anno di vita in più . Il raggiungimento e il consolidamento dei cambiamenti dello stile di vita nella pratica clinica quotidiana è un arduo compito che va oltre la mera prescrizione dietetica o farmacologica . Il processo di cambiamento delle abitudini riguardanti  il cibo , il fumo l’esercizio fisico , l’alcol ecc. richiede un approccio terapeutico psicologico-comportamentale , basato sulla educazione e sulla relazione , che si propone di fornire  una serie di strumenti tramite i quali il soggetto può impegnarsi a sviluppare delle abilità in modo attivo e personale .

Come stiamo mangiando?

Negli ultimi 3-4 decenni il nostro naturale e salutare regime  alimentare , scandito dalla fame biologica e dal piacere del cibo genuino  e nutriente, con pasti strutturati consumati prevalentemente in ambito domestico , è stato letteralmente soppiantato da  una alimentazione caotica  , dettata da una fame condizionata con cibi gratificanti , ricchi di grassi , zuccheri e sale. L’industria alimentare è riuscita , attraverso la manipolazione ad arte del cibo e la pubblicità , a dettare le regole e determinare il nostro quotidiano comportamento alimentare. La manipolazione del cibo ha prodotto un mix di cibi iperappetibili e rinforzanti costituiti prevalentemente da grassi , zuccheri semplici e sale che vengono assunti quotidianamente da ognuno di noi quasi in modo inconsapevole non per una esigenza dell’organismo ma per un bisogno di gratificazione.

Quanto ci stiamo muovendo ?

Il rapporto nazionale PASSI 2009-2012 , in età adulta , mette in evidenza un livello di attività motoria estremamente preoccupante con quasi il 67% di persone poco attive, di questi il 37% non svolge un lavoro pesante ma fa qualche attività fisica nel tempo libero,senza però raggiungere i livelli raccomandati (soggetti parzialmente attivi) e il 30%  non fa un lavoro pesante e non pratica attività fisica nel tempo libero (soggetti sedentari). I soggetti attivi che effettuano un lavoro pesante oppure praticano 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni alla settimana sono solo il 33%. In pratica quasi 2/3 della popolazione adulta è ipocinetica.                                                         La modificazione  in senso salutare delle abitudini  alimentari e della sedentarietà si può e si deve attuare  per preservare la salute di chi ne è in possesso e per riacquistarla per chi invece è già nella malattia . Nei prossimi articoli sarà compito mio , come educatore della salute , fornire  informazioni e conoscenze secondo le più moderne linee guida sia alimentari che di attività motoria , in modo da condurre il lettore a scelte comportamentali consapevoli e salutari.

DR. ANDREA BENEDETTO




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